- Che cosa è conveniente per chi vive nel terzo mondo.
- Quali opinioni dobbiamo seguire nel nostro terzo mondo.
- Ragione del perché non si sposano urbanistica e architettura.
- Quale diviene la ragione dell’interpretazione, approssimazione e mai la soluzione.
- Il perché della tipologia, il paradigma, analogia epigone.
- Perché non ci impegniamo con la riflessione verso il progresso concettuale.
- I limiti di quanti sono ritenuti maestri da seguire.
- Gli errori delle soluzioni simbolo.
- Il tuo modo di intendere, ragionare e valutare.
- Se ti conviene essere impegnato e con quali criteri.
- Se idealizzi la sinergia tra la trama urbana e gli edifici da impiantare in essa, per il conseguimento di vita soddisfacente nelle città dell’universo.
- Il perché del fatto che l’esistente non diviene risposta soddisfacente.
- Il perché le città circolano con difficoltà.
- Il perché della miseria globale del terzo mondo.
- Il perché della miseria globale del primo mondo ora.
- Il legame di questi mondi con la realtà delle loro città.
- Il perché del generante sperpero economico in queste città.
- I punti comuni del modo di soluzione in queste città.
- Elenca le incidenze del modo d’uso delle zone di città.
- Osserva il fattore preponderante in questo uso di zone o suolo.
- Osserva se la tua condizione coincide con la nostra o torna all’inizio.
- Il nostro vedere è che l’origine discende da una trama non ragionata e da città senza alcuna previsione nelle loro estensioni.
- Che così esigono correzione drastica senza danno economico per i loro privati proprietari e famiglia, ora associati e beneficiati in società per azioni di M2 di suolo tra proprietari e comuni proprietari delle strade e stati governo proprietario di edifici generanti il caos urbano cittadino universale.
- Che chiede di zonizzare le città per le loro funzioni specializzate e semplificanti della loro rete viaria, ora così minore, nel generare superisolati nei quartieri di torri alte, ottenendo con lo spazio aereo da costruire, il suolo urbano da trasformare in soluzione di verde e vie.
- Ora e così, senza eterogeneità d’uso del suolo, fattore generante caos circolatorio e miseria globale universale.
- Che la mancanza di soluzione discende dall’incapacità di linee guida di conduzione dalle scuole.
- Che non discende dalle contraddizioni del sistema economico e sociale imperante.
- Che i componenti basilari definitori del sistema ambientale derivano dalla tradizione abitudinaria che avvolge la società.
- Che scientificamente ed economicamente impostiamo il come risolverla a partire dall’essere avallati da un metodo processo urbano architettonico.
- Il paradigma tipologico e i suoi sostenitori rifiutano di accettare di cercare di sviluppare il metodo processo idoneo scientifico di integrazione della forma, urbana architettonica.
- La mancanza di progettazione va rivelando obsoleta l’infrastruttura di servizi urbano architettonici.
- La mancanza di concetto non ripara il danno economico sociale che genera alla città l’abitazione unifamiliare isolata.
- La tradizione come nemica dell’evoluzione frena la progettazione scientifica non paradigmatica che appoggiano gli abitudinari.
- La professione urbano architettonica si basa sul lavorare di più per guadagnare di meno e fa vivere meglio le maggioranze.
- Prima che sulla tecnica dobbiamo appoggiarci sulla ragione scientifica.
- Solo la ragione darà impulso agli stati del terzo e del primo mondo, avviamoci a cercarla usarla esercitarla.
- La carenza della progettazione dell’habitat umano genera insoddisfazione.
- L’habitat umano universale esige città specializzate.
- Le proposte dei congressi CIAM non ottengono ancora risposte.
- Ogni operatore urbano architettonico ha bisogno di studiare la «Carta di Atene».
- Recentemente abbiamo visto che ha risposta da parte nostra.
- Oggi e così, diviene il punto di partenza per ogni strategia di città.
- Tenti e riesca ogni operatore di progettazione urbano architettonica a dare risposte a questa carta di Atene o appoggi e corregga la nostra risposta dopo aver letto i suoi 95 approcci e le iniziali risposte di Le Corbusier.
- Insistiamo nel vederla come punto di partenza per ogni strategia di correzione conduzione della città specifica da indirizzare in sviluppo scientifico oggettivabile, già oggi praticabile verificabile e possibile conveniente per la sua ottimale soluzione di infrastruttura di servizi.
- La disgregazione della trama urbana genera la povertà.
- La pianificazione del territorio del Paese Stato sotto lo scientifico approccio produttivo commercializzabile darà vita allo stato governo oggi in cattivo spettro economico globalizzato.
- Le città nell’incuria al tempo di oggi 2009, pongono la risposta di recessione economica per i governi nazioni dell’universo.
- La risposta sta nel pianificare la produzione globale e correggere la trama urbana delle città destinate a permanere.
- Differire proibire paesi e città senza base scientifica è ciò che va fatto.
- Generare città specializzate di industrie nei porti.
- Specializzare le grandi città destinate a restare vigenti come prevediamo sia opportuno per NY, Manhattan, riducendo strade aumentando la lunghezza del parco centrale, togliendo lavoro dalla sua area isola, specializzandola in residenze di fronte ai lati lunghi del parco per circa 8.000.000, e istituzioni in tutto il lungo bordo dell’isola sostenitrici di quella vita ottimale.
- Devono generarsi scuole di mestiere per ogni essere umano che divenga sussidiato dallo stato.
- Dire generare impieghi sovvenzionati è oggi insostenibile, e richiede un altro vedere imprenditoriale.
- Senza risorse sufficienti e minore costo della vita non possiamo ottenere abitazione o soddisfazione piacevole.
- Un nuovo grado di povertà già si riassume, prima era solo concettuale e non pesava quanto quella fisica che oggi già tocchiamo con mano o ci pesa.
- Questo grado di povertà globale minacciosa deve far vedere all’operatore urbano architettonico che è divenuto disegnatore epigono, che il suo dovere professionale esige un altro fare procedere come modo di esercitare la sua specialità, che l’habitat umano così lo esige.
- Un’azione congiunta inizierà il cammino della produzione commercializzabile competitiva, appoggiata su scuole di mestieri generanti produzione associati alla progettazione innovante per ogni tipo di artefatto.
- Esercizi di progetti in audizioni pubbliche genereranno l’inizio della messa in moto di ogni piano strategico per la specifica città destinata a permanere.
La pianificazione del territorio dirà dei differimenti, dobbiamo affrontare e superare la minaccia di crisi, è il momento di riconoscerci capaci.