Il pensiero pedagogico dell’urbanoarchitettura esige di essere esercitato, la circolazione veicolare nelle città si espone come domanda da risolvere scientificamente. Il rinnovo dell’infrastruttura dei servizi richiede una soluzione efficace impostata in modo particolareggiato. Centri di formazione per le attività di base stanno esigendo di essere istituiti, per o come modo di accettazione per lasciar entrare nelle città o biglietto da visita per chiedere un impiego. Nel 2010 a Shanghai si pianifica un’esposizione sul tema: Città migliore, vita migliore, ma ancora non comprendiamo il fare città migliore.
A Hangzhou si lavora per accogliere un milione di cittadini in più.
Oggi i paesi senza produzione sufficiente hanno bisogno di porsi una strategia economica che permetta loro di raggiungere la produzione efficiente che richiedono, e la più evidente delle possibilità sta o risiede nel controllare l’uso delle loro trame urbane cittadine, lasciando costruire solo ciò che possa essere acquistato, e al tempo stesso tenendo un concorso aperto verso la ricerca del progetto idoneo.
Abbiamo bisogno di affrontare il futuro delle città, evitare l’attuale ingorgo stradale, evitare la dispersione che rincara l’oggi delle città, evitare la mancanza del verde vegetale nell’area cittadina. La strutturazione della trama urbana cittadina esige un vedere scientifico, poiché al modo tradizionale, vista come tipologia genera il caos che oggi misuriamo come recessione economica.
La città specifica esige di potenziare la propria immagine come sede garante dell’investimento posto in essa. Oggi l’edificio cittadino davanti alla minaccia dei sismi, che sono annunciati per un ciclo di 850 anni a venire esige di poggiare su una trama urbana prevista per la presenza dell’automobile, cosa ancora assente nelle città, dove la parcellazione iniziale fu poi suddivisa in ragione del livello economico o delle migrazioni verso le città e di abitanti senza fortuna. Il criterio urbano di oggi esige l’integrazione della trama urbana facendo dei quartieri, superisolati come modo di ottenere le vie di trasporto richieste dalla densità di popolazione o dal tipo di edificazione robusta contro i sismi, insieme al conseguimento della maggiore densità di edificazione nell’area di questi superisolati.
Nella RD, dobbiamo capire che non possiamo sostenere il numero di province né di paesi in esse, così come dobbiamo anche pianificare la produzione globale del nostro limitato territorio. Un’altra impostazione non ancora compresa è la densità di costruzione, e dovrà essere in accordo con la larghezza delle vie e i loro collegamenti per un flusso veicolare e un’economia efficaci.
Le trame urbane cittadine e la cattiva progettazione su di esse ci generano fino a oggi la miseria universale conosciuta. Il prodotto del lavoro della cittadinanza si spende nell’andare e venire verso e dal posto di lavoro disposto in eterogeneità d’uso del suolo e viene a essere il tema di correzione urbano architettonico che esige l’habitat universale.
A Parigi ci sono già zone di quartieri in cui si permettono 15 piani di o per abitazioni e 60 piani in torri per uffici ma ancora non decretano di proibire la scala come ormai esige di essere e sostituita dalla rampa 1:8. Un avanzamento viene a essere l’esigenza di una loggia con o per vegetazione in ogni abitazione di quelle torri che esigono di potersi collocare in tutta l’area di città specializzata per abitazioni di abbienti o di assistenti in specifiche zone specializzate, con 4 veicoli parcheggiati per abitazione nella zona degli abbienti e uno nella zona delle abitazioni degli assistenti, oltre al fatto che questi assistenti con un trasporto collettivo efficace esteso anche alla zona degli abbienti. La densità di edificazione conveniente da decretare stabilita esige un esercizio di progettazione da mostrare e discutere, per il conseguimento del volume da progettare. Idealmente l’edificio esige di essere completato con servizi di assistenza e un’area club complementare, oltre al fatto che con un volume possibile da differenziare e assimilare a ogni variante esigibile dalla particolare famiglia e livello culturale, per cui proponiamo un volume divisibile con pareti mobili fissate al pavimento e al soffitto con separazioni millimetriche a filo pavimento, a filo soffitto a garanzia di ventilare a correzione conveniente, oltre a disposizioni fonoassorbenti, per il conseguimento di varianti e finiture specifiche e distintive dal corridoio comune di circolazione e una generosa loggia, oltre a stabilite possibilità di allacciamenti e passaggi d’infrastruttura in ogni volume o locale.
Così mettiamo fine ai limiti offerti fino a oggi dagli appartamenti tradizionali che dobbiamo accettare come mal progettati, da correggere per mezzo di visite pubbliche per ogni progetto da costruire, da esporre per essere criticato come obbligo stabilito dalla città a tutti i suoi professionisti residenti. È ora di esercitare doveri al pari dei diritti idealizzati e addormentati.
Lo specifico territorio della provincia di Santiago non è competitivo come zona industriale.
Santiago è una città di servizi commerciali e professionali e verso quello stadio di conseguimento deve sviluppare la sua futura trama urbana concentrata e attrezzata per una serie di eventi annuali, avallata dalla speciale cura di tutto ciò che è disposto, o da disporre, su un’efficiente ed evidente trama urbana da adottare e sviluppare, come proponiamo.
L’insegnamento della crisi finanziaria attuale vista come recessione ci obbliga a stabilire garanzia e scientificità davanti a ogni investimento o progetto, riversando tutta la conoscenza della comunità davanti a ogni tentativo di avanzamento, istituendo un forum pubblico per la registrazione e la diffusione di iniziative.
La produzione è il tema da raccogliere – stabilire – comprendere, da parte della cittadinanza e dei suoi dirigenti preparati. C’è oggi l’errore di interrogare i comitati di quartiere quando questi, come maggioranze, sono quelli che hanno bisogno di azione e opinione assistenziale.
L’aristocrazia conoscitrice e sana deve orientare la democrazia che ancora non la raggiunge in concretizzazione di effetti o concetti. Solo con la verità trionferemo.
Il suolo di Santiago, poco e povero per l’attrattiva che ha come centro di tradizione di realizzazioni dalla Restaurazione della Repubblica, esige da noi di stare all’erta, sulla sua conduzione e il suo orientamento. La base del suo potenziale esige di essere una strategica trama urbana architettonica e ciò che si permetta sulle sue zone specializzate, per poi divenire su ciò che si pensi a partire da esse così orientate. Il governo municipale sarà efficace quando sarà analizzato e orientato dalla cittadinanza cosciente ed efficiente. Oggi non raggiunge quello stadio concettuale, celebra soltanto con effettività il tradizionale e stagnante criterio democratico impoverente che può riassumersi in investimenti improduttivi, che lo stato universale delle cose esige di mettere in discussione e risolvere. La miseria dell’universo denuncia che il modo di procedere attuale è scorretto, che le città vengono a essere le generanti della miseria umana, come centri concentranti di spreco di tempo e denaro in funzione di investimenti e intralci incompresi come inconvenienti dannosi tradizionali.
La città al modo attuale, vista a livello internazionale, non sta garantendo gli investimenti in esse, vengono impoverendo tutti ed è ragione sufficiente perché i suoi «attori strategici» comprendano e cedano ad accettare il criterio che la pianta, il tracciato, o la trama urbana è il fondamento generante del tutto conveniente desiderato, che non altro è il cammino strategico.
Quella trama urbana non conseguita dai congressi CIAM, posta come da cercare di risolvere dal 1933 nella Carta di Atene, venne a essere risolta da noi, dopo aver conseguito un modo o come per il processo di progettazione architettonica, poi inteso come la soluzione della trama urbana cittadina universale, da zonizzare e specializzare, fondendo aree di quartieri come superisolati che permetteranno di generare le vie con corsie sufficienti per il flusso cittadino, in ragione dell’associazione del suolo urbano per M2 di area per il conseguimento senza alcun pregiudizio da parte dei proprietari e dei comuni delle infrastrutture globali che esigono le città dell’universo.
Giovedì 1 ottobre 2009, il giornale «Clave» dice «la zonizzazione DN. SD. RD.
mette contro residenti e consiglieri comunali della capitale». La zonizzazione dei settori esige di essere la chiave per l’esigente e necessaria soluzione delle città fino a oggi al fine di sradicare il fondamentale dei loro mali, che non è altro che il criterio di eterogeneità dell’uso del suolo urbano cittadino.
Qualcosa che va pensato da urbanisti e non da comitati di quartiere non intenditori del fatto che la città deve essere vista come centro di investimento e cura di quei valori e non come proprietà sottoposta a capriccio privato, anche in questo caso la zonizzazione non è per l’uso ma per il dannoso limite di altezza dell’edificazione da permettere per capriccio o in funzione dell’incapacità d’infrastruttura della zona o area specifica.
L’altezza dell’edificazione deriverà dall’area del lotto ospitante e non o mai più, da un’altra ragione, o detta da un’altra impostazione: dalla quota di parcheggio decretata per l’utente o proprietario in quella zona d’insediamento in ragione o funzione delle vie d’accesso con le N corsie da prevedere loro come parte dell’infrastruttura di servizi globale garante dell’investimento in quella zona di città specializzata in uso funzioni.
Così niente più conflitti e quelli a cui non conviene cercheranno già il dove vivere ciò che non conviene a nessuno è la casa unifamiliare isolata nel territorio cittadino specifico, poiché l’economia della città è chiave per lo sviluppo globale del paese e si deve intendere inoltre che la città esige di essere sviluppata alla scala della macchina automobile e non al modo arretrato in cui vuole mantenersi generandoci miseria globale.
Una volta che la città saprà organizzarsi, ne usciranno beneficiati tutti: proprietari, imprese di costruzione, autorità urbane, governo e popolazione fluttuante. Sicché, Santo Domingo o qualsiasi altra città, né consiglieri né proprietari, salvo l’eccezione di ogni regola, sono i chiamati a dare una soluzione conveniente a questo tema urbano internazionale ed è la ragione del titolo…. «a un consenso che si prospetta difficile» e che abbiamo noi risolto per il poligono specifico e il totale DN. SD, RD., sul quale diciamo ai suoi «attori strategici»: vediamo mal impostato e così senza soluzione efficace conveniente.
La densità, altezza deriverà dall’area dell’insediamento di ciascun progetto e deve avere un limite minimo e un orientamento concreto per l’organizzazione globale da far prevalere a Santo Domingo, come brezze del nord notturne e brezze del sud diurne da poter essere captate da tutti da ogni edificazione.
La densità, altezza e struttura e altre disposizioni, non devono essere approvate separatamente, poiché sono in sé il progetto valido e garante dell’investimento da permettere, che se non diviene corretto, attenta alla cittadinanza globale e allo Stato Governo del Paese.
I servizi di base saranno finanziati come parte del progetto superisolato, non c’è altro mezzo né ragione possibile, e il come del conseguimento materializzante è decretare differimento e accelerazione di quartieri dove tutti i costruttori abbiano diritto a partecipare e i progetti si espongano in udienze pubbliche.
I 10 poligoni consolidati possono riassumersi e normarsi come 10 quartieri e non 36 quartieri tradizionali in funzione della collocazione di aree verdi o attrezzature sanitarie collocabili convenientemente in funzione di quote o costo limitante. Il BNV ha lo studio di ciò che si può comprare che è come dire la linea guida di ciò che si deve progettare, per riuscire a venderlo appieno. Il nostro paese non permette il dispendio di continuare a pensare in categorie di densità, bassa, media, alta, né sottodivisioni, moderata, regolare, intensa, dobbiamo ragionare nell’investire senza sprechi già all’interno della sua abitazione potrà dare la finitura che desideri e possa pagarsi dentro il suo volume l’abitazione cittadina. L’abitazione unifamiliare isolata andrà nella zona turistica marina o montana, ma la città in prospettiva fatta oggi per il conveniente domani, esige vita economica per i suoi partecipanti e il suo Stato governo. L’esercizio da fare per il come della costruzione orientata NS a Santo Domingo, esige la soluzione ottimale di struttura ed esodo e protezione visiva senza promiscuità né rumori, servita da rampa 1:8, e tubi di fuga. La scala non trova posto nell’era dell’automobile in cui dobbiamo accettare di essere.
Nel dato seguente c’è l’errore che impone la parcellazione generante della trama urbana attuale.
Dall’elenco delle densità esposte, 1360 abitanti e 40 livelli di altezza è la meta che renderà possibili le vie richieste per la fluidificazione del traffico garante dell’investimento in SD. RD. e il suo corrispondente verde equilibrante per lo svago.
Quella trama urbana anche densamente popolata causa la miseria attuale in tutto l’universo.
C’è un altro errore urbano nello stabilire alta densità per i viali del DN definiti come commerciali, senza allargamento di corsie, vie, verde, pedoni, moto, biciclette. È un crimine economico nazionale parlare di 2 livelli in qualsiasi settore della Santo Domingo Globale.
L’aria non deve essere bloccata e da qui, orientamento degli edifici NS.
Ogni progetto deve esigere di essere autoventilato: così lo esige il clima.
Sicché, non parlare di densità ma di rettifica dell’obsoleta trama urbana del DN SD RD. e delle sue esigenze richieste oggettivabili entro i suoi 93 Km2 avvolgenti.
Il pensare e agire storico ci mantengono nella povertà, l’evoluzione ci richiede un pensare divergente e innovatore, viene a essere il precetto essenziale per la convivenza nelle città, l’efficienza della trama urbana cittadina si riflette in tara o benessere per le funzioni e le economie cittadine.
L’umanità deve a Le Corbusier l’aver chiarito le esigenze della città, e deve imputare all’abitudinaria e dannosa tradizione la miseria che ci avvolge come conglomerato umano.
La Carta di Atene dal 1933 ci pone il tema, lo scioglimento dei congressi CIAM nel 1959 consacra l’incuria dell’autorità urbana, i professionisti urbano architettonici dimostrano la non padronanza del mestiere, finché negli anni ’60, Ch. Alexander pone la necessità etica di cercare il modo di stabilire un metodo processo per il pieno conseguimento della progettazione architettonica, che non consegue, e continua a essere cercato e non chiarito dal simposio di Portsmouth, recensito da Juan Pablo Bonta, argentino, dal quale veniamo a saperlo.
Cuqui Batista dice di avere quel metodo di progettazione architettonica e poi, comprendendo che il fondamentale era la trama urbana, ragiona che essa esige di essere zonizzata specializzata poiché l’eterogeneità dell’uso del suolo urbano era la causa di quella miseria globale concettuale dimostrata, vissuta in tutto l’universo, reiterata come recessione economica dal 2008 in Nord America, dove la cittadinanza perde l’abitazione unifamiliare isolata comprata tramite FHA, in ragione del fatto che il salario non le basta per pagare l’abitazione. La cattiva trama urbana rincara la vita in tutto l’universo, dilapidando lo sforzo, impedendo la soddisfazione di vivere in società, e solo come società correttamente organizzata troverà quell’ottimo e sconosciuto modo trama urbana.
Nel mondo urbano architettonico pochi lavorano o padroneggiano il proprio lavoro e questa incapacità si traduce in miseria universale benché ci siano in ogni paese funzionari assegnati alla lotta contro la povertà, mantenuta dalla celebrata tradizione delle N segreterie di Stato dei Governi a cui compete vigilare su queste esigenze o doveri, e se portiamo questa impostazione di occorrenze tradizionali e la uniamo al modo come, degli avvenimenti comuni e la applichiamo al risultato della riunione di giovedì 1 ottobre 2009, verbale N0 4. Espansione – concentrazione urbana dove 22 partecipanti ascoltarono i risultati del verbale N0 3 passando in rassegna i fatti e lamentando i limiti a favore della strategia da cercare per incanalare la soluzione, vediamo che benché si sia accettato che non figurino nomi ma opinioni, la pratica procedurale, non riuscì ad annotare opinioni di soluzione ma lamentele e impedimenti sull’ideale agire per riuscire a stabilire la strategia cercata, che non deve essere altra che la più conveniente, economica e omogenea.
L’espansione esige di essere verticale e così zonizzata per un uso del suolo senza eterogeneità, e così zonizzata per ottenere lo spazio pubblico per vie garanti del flusso stradale risultante da quella densità, e l’ordinamento territoriale della città per il verde, il commercio, il lavoro, l’abitazione degli abbienti, l’abitazione degli assistenti e le istituzioni globali di servizi, dando soluzione d’infrastrutture per zone progettate da eseguire, impostando la rete stradale risultante.
Strategicamente parlare di patrimonio architettonico è perdere tempo, fino a ora non c’è processo di progettazione garante e quei tentativi esistenti devono essere conservati solo in un museo e non impedendo l’ideale sviluppo.
Fino a oggi il disordine espansivo non traduce dinamica e può essere considerato come struttura carente non garante del suo costo d’investimento. La mancanza di pianificazione del lavoro possibile da sviluppare a Santiago non ci lascia prevedere la sua crescita demografica ed è la ragione di prevedere la sua espansione a partire dall’incrocio degli assi E-O e N-S. e decidere le zone possibili da accelerare per costruire in ciascuna delle zone della progettata nuova trama urbana scientifica.
Prevedere di accettare «invasioni» verso la città nella zona delle abitazioni per assistenti in modo guidato controllato assistito da servizi di sanitari, docce, cucine, da costruire in o con materiali non permanenti, come soluzione umana per non creare baraccopoli.
La città di Santiago tra le sue circonvallazioni nord e sud come area da sorvegliare come impegno di tutti i suoi cittadini potrà coltivare in quell’area circonvallata gran parte dei vegetali da consumare in essa, in terreni vietati in area di faglia sismica o incolti e differiti. Così l’espansione e la densità a partire dagli assi E-O e N-S e il totale differimento periferico strategico economico da disporre.
Nel territorio provinciale, un totale differimento garantirà il bosco controllato e produttivo per generare legname e agricoltura.
Il controllo dei servizi d’infrastruttura sarà l’ideale strategia.
I progetti da approvare devono passare per udienze pubbliche.
I ponti di collegamento, una volta collocati possono riuscire a essere costruiti secondo esigenze e convenienze economiche misurabili, comprensibili.
Le scuole andranno verso la zona istituzionale, così il circolare verso o da esse, nella nostra concettuale trama urbana evita l’ingorgo del traffico veicolare tradizionale generato dall’eterogeneità dell’uso del suolo urbano. L’avanzamento concettuale su ciò che conviene per l’ordinamento della città diviene zonizzare specializzando e concentrando, e andare togliendo dalla letteratura dei rapporti ogni termine di dubbio come concertazione sui passi da seguire. Così niente più dilemmi. In zone specializzate senza eterogeneità d’uso del suolo non ci saranno dilemmi quanto all’uso dello spazio avvolgente 90.600.000 M2 per 657.155 abitanti sono 137,86 M2 per abitante, 0,013 ettari per abitante senza controllo di progettazione né servizi efficienti per le loro soddisfazioni né garanzia dell’investimento nella città, dato che esige di prevedere un’altra trama urbana cittadina, che dobbiamo essere impegnati a conseguire.
Ai 60 ha apportati dai valloni, più i 75 ha del verde del fiume Yaque e 40 ha del parco nell’ex aeroporto (circa 492,5 ha totali nella città) noi prevediamo di aggiungere per il comparto zona specializzata per abitazioni di abbienti un «parco centrale» di circa 276 ha tra i viali 27 de febrero e Juan Pablo Duarte, e portare da 7,49 M2 da aumentare con aree future previste nel comparto delle istituzioni e in quello delle abitazioni per popolazione assistente o lavoratrice 4,19 M2 in più di verde per abitante e altre aree verdi ancora in ragione dello sviluppo di zone ora differite.
Dal nostro vedere strategico di ordinamento urbano scientifico prevediamo club sui tetti, torri di abitazioni e servizi ai piani bassi di queste torri, così come 4 veicoli in parcheggio nelle torri per dirigenti e un veicolo in parcheggio nella torre per assistente. La Santiago di oggi senza garanzie di servizi d’infrastruttura riuscirà a stabilizzarsi snellirsi con il nostro progetto di trama urbana architettonica scientifica, così garante dell’investimento e della soddisfazione di oggettivizzarla e viverla. Il conseguimento si fa così possibile generando una società per azioni a partire dai M2 di lotti e strade dei quartieri da convertire in superisolati, società garantita davanti alla soluzione globale che offre davanti ai problemi di fino a oggi. Questa mancanza d’impostazione di soluzione fu quella che non sorse davanti alla domanda dei bisogni delle 33 città analizzate nella Carta di Atene, che sciolse i congressi di architettura moderna (CIAM) nel 1959.
Le «invasioni» sono regolate nella zona delle abitazioni per assistenti in materiali non permanenti, così niente più danni all’area globale cittadina, così l’invasione globale concettuale scomparirà e niente più casi come quello attuale a «Pueblo Nuevo» dove la carne si sala e si secca su un filo di ferro sui marciapiedi all’altezza della testa del pedone.
L’area commerciale lungo l’asse EO e l’asse NS nella città darà una soluzione efficace per il pieno svolgimento senza ingorghi stradali e in esse il parcheggio deve farsi in marcia avanti, e le vie di circolazione di base non subiranno interferenze, poiché avrà complanari avvolgenti per i quartieri superisolati, e sentieri pedonali e aree per quegli «invasori» commerciali, e incroci a livelli sfalsati fluidificanti per un traffico efficiente, che esige una progettazione preventiva, poiché non si ottiene con la trama cittadina attuale tradizionale abitudinaria.
Le aree vulnerabili all’inondazione si dichiarano differite e passeranno a uso di area verde e saranno pagate sull’edificazione più prossima. Il centro storico ricade nell’area commerciale ed esige una regolamentazione particolareggiata di risanamento senza degrado a baraccopoli con controllo d’uso di nuovi materiali da costruzione o annessi incontrollati per cui esige di impegnare i comitati di quartiere a non violare ciò che è da stabilire e controllare come immagine del passato così desiderata nella zona.
La trama urbana cittadina viene a essere il fondamentale attore strategico garante del benessere globale della cittadinanza conglomerata a favore della ricerca conseguimento dell’ente civilizzante in cui si deve costituire la città specifica per soddisfazione dell’habitat residente e fluttuante che vi incide e la sostiene come ambiente compiuto di attività quotidiane.
Oggi la città esige specializzazione, Santiago RD domanda di essere concepita diretta come città di servizi, per cui richiede un’impostazione certa scientifica statutaria garante di tutto l’investimento destinato a incidere sulla sua trama urbana.
Essa dirà da sola ciò che scaturirà da essa come ente generativo correttivo nel conseguimento della corretta interazione di interessi globali. Una trama scientifica colpirà solo la miseria tradizionale endemica di cui dobbiamo sbarazzarci, riteniamo che questo sia il come del modo idoneo da perseguire e conseguire per una città sede di soddisfazioni e garanzie oggettivabili.
È il nostro vedere strategico dopo 66 anni di ricerca in un mondo senza processi stabiliti, dove noi iniziati dobbiamo scambiarci le certezze che già padroneggiamo e così nutrirci tutti della generalità di osservazioni accumulate dai più persistenti, informati, o chiarificatori praticanti. Incrociamo queste informazioni, poniamoci tutte le nostre domande, avanziamo verso uno stadio di soddisfazioni vivendo una nuova trama urbana efficiente.